sabato 15 giugno 2013

DEEPAK CHOPPRA SPIRITUAL SOLUTIONS
La soluzione a una crisi nascono dalla profonda consapevolezza del sè.
In questo modo, i limiti che ci bloccono e ci rallentano svaniscono e nuovi idee hanno lo spacio e l'energia per svilupparsi.
Se riesce a mettiti in con il tuo vero Io, la consapevolezza non a più limiti e puo espandersi all'infinito.
Dal quel luogo le soluzione nascono spontaneamente e sono quelli giusti per te.
Esse esercitano un effetto magico che permette di avanzare senza ostacoli.
Quanto questa accade, il peso dell'ansia e del dolore si solleva dal corpo e dall'anima e ti senti finalmente libero.

Il primo passo in questo processo è rendersi conto di qual è il livello di coscienza da cui parti. Ogni volta che ti trovi davanti una prova sia nei rapporti interpersonale, sia sul lavoro, sia nei periodi di transizione o nel mezzo di una crisi che richiedi di agire, ci sono tre livelli di coscienza. Prenderne atto rappresenta già un grante passo avanti verso una risposta migliore.

PRIMO LIVELLO: COSCINZA RIPEGATA SU DI SE'
     
SECONDO LIVELLO: COSCENZA ESTESA

TERZO LIVELLO:PURA COSCIENZA.

venerdì 14 giugno 2013

CHIAMATA ALLE ARMI DEI GIOVANI SENZA IMPEGNI DI SCUOLA E
AVORO ( 19 - 24 ANNI).

In Italia così come in altri paesi industrializzati, le giovani generazioni
devono lottare contro tanti fattori che giorno per giorno rendono
sempre più difficili le loro condizioni di vita . La difficoltà di trovare un
posto di lavoro, e quindi un reddito che li renda autosufficienti, porta i
giovani a compiere tanti sacrifici ed a sentirsi frustrati spesso in modo
umiliante.
Nella percezione dei giovani è come se si fosse innestata la
degenerazione delle idee, ossia non solo non sono capaci di formulare
nuovi progetti di vita e di lavoro, ma addirittura trovandosi in una
condizioni di pessimismo, perdono lo stimolo di continuare a realizzare i
progetti formulati in precedenza. A questa tendenza bisogna reagire e
favorire l'interruzione di questo circolo vizioso. I giovani dovranno
tornare a sognare e immaginare un futuro favorevole alla realizzazione
delle loro innate aspirazioni.
A questo punto sembra che sia un tema che riguardi la psicologia, e
invece no, è un compito che riguarda l’esercito.
Anche se l’obiettivo è lo stesso, l’esercito secondo me è più adatto al
raggiungimento dello scopo. Durante la sua pluriennale esistenza e
attività formativa ed educativa, ha maturato le  esperienze necessarie
per la formazione dei  giovani, in particolare essi dovranno acquisire
abilità e competenza, assieme ud un certa sicurezza di se, che li rende
adatti ad affrontare i problemi della vita nella sua evoluzione.
L'azione educativa deve avvenire mediante l'espletamento delle
seguenti fasi:

Prima fase:
Essa deve somigliare al vecchio CAR: insegnamento della
disciplina, sveglia per tutti in una determinata ora, pratica dell’uso
dell’armi  per la difesa del territorio.

Seconda fase:
addestramento  alla messa in sicurezza del  territorio
nazionale, come la eliminazione di sterpaglie e ramaglie; impedendo il
propagarsi degli incendi.
Messa in sicurezza del terreno dalle piogge torrenziali,( briglie e laghi
artificiali ).
Ogni giovane avrà una permanenza nell'esercito fino a quando avrà  
acquisito quelle abilità e competenze che lo rendono capace di
districarsi nella vita in modo autonomo che lo facciano agire da
protagonista

LE RISORSE:

Nel bilancio delle forze armate, ci sono già le risorse finanziarie
necessarie alla realizzazione del progetto.
I fondi destinati all'acquisto di aerei e navi da combattimento possono
essere impiegati al sostegno della truppa (decade, equipaggiamento e
quant'altro).
Tra l'altro il genio militare, dotato di mezzi e competenze,
rappresenterebbe la struttura necessaria e sarebbe utile
all'addestramento dei giovani e potrebbe essere impiegato, per
esempio, alla salvaguardia del territorio, nella protezione civile e anche
nella realizzazione di opere pubbliche. Cosi facendo si darebbe anche
da fare ai tanti generali che sono nelle forze armate.

DARE UNO SGUARDO OLTRE LA DEMOCRAZIA?

DARE UNO SGUARDO OLTRE LA DEMOCRAZIA?
Carissimo professore, la diagnosi da lai fatta intorno alla situazione attuale italiana che è circondata dall’egoismo, dall’arroganza, dalla superficialità, dalla cupidigia di potere, dalla demagogia e dall’affarismo, può anche essere accettata, ma tutti questi aspetti non hanno in comune che la stupidità.
Lei dice anche che non c’è forza nuova che possa rimuovere dal terreno le rovine che l’oligarchia vi ha lasciato, impedendo così di iniziare la ricostruzione.
Afferma ancora che la democrazia ha bisogno di fiducia. Questa viene concessa ad una persona quando la si stima, riconoscendone il valore. Perso il valore, cade anche la stima e la fiducia. E poi non pensa che il nostro sguardo verso la democrazia possa sembrare analogo a quello degli antichi popoli che pensavano che la terra fosse al centro dell’universo, mentre si è rivelato tutt’altro? Non pensa che sarebbe ora di dare uno sguardo oltre la democrazia? 

SIAMO CRESCIUTE TROPPO IN FRETTA

SIAMO CRESCIUTI    TECNOLOGICAMENTE TROPPO IN FRETTA.
Siamo cresciuti troppo in fretta senza tenere conto degli equilibri che  l’ambiente e il corpo umano potessero sopportare. E venuta a mancare   la nostra crescita interiore ,

sabato 8 giugno 2013

ESERCIZIO CONSIGLIATO AI SAGGI

ESERCIZIO CONSIGLIATO AI SAGGI PROPOSTI DAI VERTICI POLITICI ITALIANI, PER RINSAVIRE DALL'INSANIA CHE LI ATTENAGLIA.

BRUCE LIPTON
definisce l'insania come l'atteggiamento delle persone di continuare a ripetere sempre le stesse cose, aspettandosi risultati diversi.
Trasferendo tale concetto nella situazione politica italiana, significa che coloro che hanno operato fino ad ora, portando l'italia allo sfascio, si dicono capaci di risolvere i problemi che essi stessi, con le loro azioni anno provocato , ripetendo quello che hanno sempre fatto, Secondo me, questi signori si trovano in uno stato di INSANIA.
A qUesto punto, io suggerirei loro, per cercare di dominare la loro insania, il seguente esercizio:


http://www.youtube.com/watch?v=8-6mKVtVVyM

giovedì 6 giugno 2013

HO UN DEBITO PUBBLICO

MI SI DICE CHE HO UN DEBITO PUBBLICO,
MA NON MI DICONO CHI SONO I MIEI CREDITORI. VORREI CONOSCERLI DI PERSONA PER SPUTARLI IN FACCIA , COME HO FATTO CON I MAFIOSI.

LO SFIGATO

LO SFIGATO CONTINUA IL SETTENNATO
A questa tendenza bisogna reagire e favorire l'interruzione