venerdì 9 febbraio 2018

L’inaugurazione dello stand ITALY,

L’inaugurazione dello stand ITALY, realizzato da CSO Italy e che vede riunite insieme in uno spazio di 1.200 metri quadrati oltre 50 imprese italiane, è un’occasione di scambio e confronto tra i vertici del sistema produttivo italiano,  alla presenza delle autorità diplomatiche in Germania e dell’ICE, che contribuisce con grande esperienza e professionalità a dare evidenza all’ortofrutta italiana.
Ed è il Fruit & Veg Experience 2018  presentato da ICE  e ospitato all’interno dello stand Italy, l’occasione per confrontarsi e guardare alle prospettive dell’annata appena cominciata.
A fare gli onori di casa il Presidente di CSO Italy Paolo Bruni che,  coordinando l’incontro di inaugurazione,  ha messo in evidenza l’importanza della condivisione e della sinergia in un momento cruciale per il settore.
“Con le nostre 57 aziende presenti nell’area collettiva Italy, - dichiara il Presidente di CSO Italy Paolo Bruni - siamo onorati di ospitare anche quest’anno un gruppo di imprese che in termini di fatturato rappresenta circa la metà di tutto il Made in Italy presente a questa manifestazione. Siamo un esempio lodevole di sinergia, un modello di aggregazione nato 20 anni fa e che è andato implementandosi di anno in anno e la nostra presenza qua, insieme a Fruitimprese e Italia Ortofrutta ne è la chiara evidenza. Sempre nell’ottica dell’aggregazione e della condivisione di progetti comuni, colgo questa occasione per informare tutti i nostri associati che abbiamo in programma un incontro con l’on. Paolo del Castro per approfondire il regolamento “Omnibus”, che potrebbe fornire alle nostre imprese nuove opportunità di aggregazione.

giovedì 8 febbraio 2018

A PROPOSITO DI CORRUZIONE BISOGNA SMEDARLI E BASTA A proposito di corruzione voglio esprimere la mia opinione su quanto dice “Libera, Riparte Il Futuro”. Libera, Riparte Il Futuro: - “l'Italia è malata di corruzione, i sintomi sono devastanti. Con il ‘termometro’ indaghiamo sul fenomeno per trovare una cura”. - IO DICO: la corruzione non e' una malattia, ma uno stato di coscienza ripiegata su se stessa . - Libera,riparte il futuro: “ due anni fa ” Libera” e “ Avviso Pubblico” hanno lanciato la campagna "corrotti". Risultato: un milione e duecentomila firme raccolte. Chiedevamo il miglioramento della normativa italiana, per colpire un crimine che distrugge economia, società e speranze: la corruzione. Oggi il nostro paese ha una nuova legge in merito, ma è insufficiente. C'è bisogno di colpire più in profondità questo male. - IO DICO: SMEDARLI E BASTA! E’ più efficace e si fa prima; E dato lo stato della loro coscienza che, come detto prima, è ripiegata su se stessa, costoro non hanno futuro perché vivono una condizione di autodistruzione.



A PROPOSITO DI CORRUZIONE BISOGNA
SMEDARLI E BASTA

A proposito di corruzione voglio esprimere la mia opinione su quanto dice “Libera, Riparte Il Futuro”.
Libera, Riparte Il Futuro:
- “l'Italia è malata di corruzione, i sintomi sono devastanti. Con il ‘termometro’ indaghiamo sul fenomeno per trovare una cura”.
- IO DICO:
 la corruzione non e' una malattia, ma uno stato di coscienza ripiegata su se stessa .
- Libera,riparte il futuro:
“ due anni fa ” Libera” e “ Avviso Pubblico” hanno lanciato la campagna "corrotti". Risultato: un milione e duecentomila firme raccolte. Chiedevamo il miglioramento della normativa italiana, per colpire un crimine che distrugge economia, società e speranze: la corruzione.
Oggi il nostro paese ha una nuova legge in merito, ma è insufficiente. C'è bisogno di colpire più in profondità questo male.
- IO DICO: SMEDARLI E BASTA! E’ più efficace e si fa prima; E dato lo stato della loro coscienza che, come detto prima, è ripiegata su se stessa, costoro non hanno futuro perché vivono una condizione di autodistruzione.

lunedì 5 febbraio 2018

Fornaretto” di Furnari Salvatore - Dicembre 1989.



Da troppi anni ormai (è quasi l’arco di un’intera vita) non si sente parlare che di Sicilia e di Mezzogiorno, argomento che ha riempito le pagine di molti giornali senza tuttavia cambiare di tono e senza dire nulla di veramente nuovo. Un meridionale può chiedersi se questo non suoni offesa alla dignità umana, costatando che il problema, da molti anni a questa parte, è rimasto sempre lo stesso. La disgregazione socio-economica è ancora in atto e l’impatto con la nuova realtà può essere anche dannoso. È necessaria non tanto la rassegnazione quanto l’esatta valutazione del fallimento, ammettendo che la causa di esso consiste di una precedente serie di errori di valutazione. In sostanza le cose sono andate così. Non c’è stato un modello di sviluppo produttivo che si adattasse al comportamento dei meridionali.
Negli anni ’50 quella società prevalentemente contadina fa uno sforzo immane per sollevare e migliorare la condizione dei figli liberandoli da quello stato di sottomissione e di lavoro sempre al limite della sopravvivenza.
 L’avvio allo studio, il conseguimento di un titolo di cultura superiore, è stato il fiore all’occhiello di una classe contadina severa e statica nello stesso tempo.
Ma il fiore all’occhiello del padre contadino è stato tale anche per i suoi apporti culturali innovatori della società?Non ha forse fallito l’obiettivo di fondo per cui il padre, anche inconsciamente, l’aveva destinalo?
 Molti intellettuali meridionali di debbono chiedere se sono stati l’elemento rinnovatore della società e della cultura della loro regione.
Essi non hanno saputo produrre modelli di sviluppo e di convivenza sociale che, adattandosi al proprio ambiente,non’ abbiano avuto la forza di migliorare. La chiusura e la passività, l’autoesclusione dei più diretti interessati è responsabile di una certa misura di quella carenza di coesione tra le varie componenti della società in cui ha avuto modo di svilupparsi e affermarsi il fenomeno negativo e disgregativo della bruttezza.  tratto da “Fornaretto” di Furnari Salvatore - Dicembre 1989.

venerdì 26 gennaio 2018

Messaggio agli agricoltori Tirolesi.
Accumulate quanto più letame possibile e riempite i carri spandiletame.
DATEVI DA FARE!!!
la boschi renzi la imboscata a Bolzano,certo è che non si vergogna per niente dopo i disastri che ha combinato insieme al suo pd.la paura di maria elena etruria potetrice delle banche,ha paura di farsi giudicare dei cittadini truffati
vergogna ... la boschi renzi la imboscata a Bolzano,certo è che non si vergogna per niente dopo i disastri che ha combinato insieme al suo pd.la paura di maria elena etruria potetrice delle banche,ha paura di farsi giudicare dei cittadini truffati
vergogna ...