Manifestazione per vendere il Quirinale a Milano
lunedì 25 aprile 2016
25 aprile 2013 · DAL LIBRO DEEPAK CHOPRA:
DAL LIBRO DEEPAK CHOPRA:
E solo questione di seguire il fiume silenzioso dell'intelligenza fino alla sua sorgente. Se consentiamo alla mente di espandersi per esplorare realtà superiori, il corpo la segue. Non è forse abbastanza per preservarlo dalla malattia e dell’invecchiamento?”
E solo questione di seguire il fiume silenzioso dell'intelligenza fino alla sua sorgente. Se consentiamo alla mente di espandersi per esplorare realtà superiori, il corpo la segue. Non è forse abbastanza per preservarlo dalla malattia e dell’invecchiamento?”
Ho dei dubbi che la mente conscia sia in condizione di serenità da
poter espandersi per esplorare realtà superiori ed essere seguita dal
corpo. La storia dell’essere umano è stata molto turbolenta e questo ha
avuto le sue ripercussioni anche a livello della mente del cervello
encefalico, mentre la mente inconscia del cervello addominale non si è
mai staccata dalle sue origini, e solo essa è in grado di farlo.
Le mie esperienze, che confermano quanto accettato dalla scienza, mi dicono che l’essere umano è dotato di almeno due cervelli, uno nell’addome e l’altro nel cranio (encefalo): Ognuno ha una propria mente, l’encefalo ce l’ha di tipo conscio, mentre quella addominale è inconscia. I cervelli, tra di loro possono essere connessi o sconnessi. La mente concia è da considerarsi bambina, perché ha origine con la nascita dell’individuo, mentre la mente inconscia è adulta perché ce la portiamo dietro dalle origini della specie.
Ora, visto che per seguire il fiume silenzioso dell'intelligenza fino alla sua sorgente, come dice Deepak Chopra, si tratta di fare un balzo quantico, e che la coscienza bambina non è in grado di farlo, mentre quella l'inconscia (adulta) vi riesce benissimo, io dico, che se le circostanze melo permettono, e dal detto a fatto mi appisolo, nella mente concia si crea un vuoto a causa della disconnessione tra i due cervelli, e la mente inconscia scende alla sorgente dell’intelligenza (facendo il balzo quantico) e vi si immerge in essa. Quando mi sveglio tutto il mio essere lo sento rigenerato poiché riattivata la connessione si ottiene quell’equilibrio psico-fisico che preserva il corpo dalle malattie e dell’invecchiamento.
Le mie esperienze, che confermano quanto accettato dalla scienza, mi dicono che l’essere umano è dotato di almeno due cervelli, uno nell’addome e l’altro nel cranio (encefalo): Ognuno ha una propria mente, l’encefalo ce l’ha di tipo conscio, mentre quella addominale è inconscia. I cervelli, tra di loro possono essere connessi o sconnessi. La mente concia è da considerarsi bambina, perché ha origine con la nascita dell’individuo, mentre la mente inconscia è adulta perché ce la portiamo dietro dalle origini della specie.
Ora, visto che per seguire il fiume silenzioso dell'intelligenza fino alla sua sorgente, come dice Deepak Chopra, si tratta di fare un balzo quantico, e che la coscienza bambina non è in grado di farlo, mentre quella l'inconscia (adulta) vi riesce benissimo, io dico, che se le circostanze melo permettono, e dal detto a fatto mi appisolo, nella mente concia si crea un vuoto a causa della disconnessione tra i due cervelli, e la mente inconscia scende alla sorgente dell’intelligenza (facendo il balzo quantico) e vi si immerge in essa. Quando mi sveglio tutto il mio essere lo sento rigenerato poiché riattivata la connessione si ottiene quell’equilibrio psico-fisico che preserva il corpo dalle malattie e dell’invecchiamento.
25 aprile 2013 ·
A me no passa mai per la mente un pensiero di questo genere, DI RITORNARE GIOVANI.
Io non mi sono mai sentito in ottima forma come adesso, sia da un ponto di vista psicologico, sia dal punto di vista clinico, come gli attestati lo confermano.
Io non mi sono mai sentito in ottima forma come adesso, sia da un ponto di vista psicologico, sia dal punto di vista clinico, come gli attestati lo confermano.
Ritonare giovani, in una vita priva di esperienze,non mi entusiasma per
niente. La vita è soprattutto un'acquisizione della consapevolezza del
SE'. L'acquisizione della consapevolezza è il vero valore aggiunto alla
vita.
25 aprile 2013 ·
Soltanto
questi uomini hanno sufficiente tempo ed energie che permettono loro di
elaborare soluzioni in base alla loro esperienza e avendo acquisito una
retta visione delle cose.
Soltanto loro sono in grado di elaborare strategie per convogliare la stupidità " umana " in luoghi che non intralciano il corso naturale degli eventi e, nello stesso tempo, dando loro la possibilità di rispecchiarsi
Soltanto loro sono in grado di elaborare strategie per convogliare la stupidità " umana " in luoghi che non intralciano il corso naturale degli eventi e, nello stesso tempo, dando loro la possibilità di rispecchiarsi
25 aprile 2013 · Andreoli non sta al gioco.
Andreoli non sta al gioco.
Pregiatissimo Professore Andreoli,
Per quando ho potuto capire Lei non sta al gioco in cui avrei voluto coinvolgerla.
E io la capisco e me ne faccio una ragione, poiché come lei mi insegna, nei trattati di psicanalisi si dice che quando il paziente non si sottopone volontariamente alla terapia, si consiglia di non insistere.
Non importa se lei non viene a mettere i proiettili nel caricatore, posso farlo io stesso; e per coprire la mia avanzata non si preoccupi perché lo farà la mia anima, e anche se avrò bisogno di un miracolo, visto che l’uomo è autosufficiente, se occorre me lo farò da me.
Pregiatissimo Professore Andreoli,
Per quando ho potuto capire Lei non sta al gioco in cui avrei voluto coinvolgerla.
E io la capisco e me ne faccio una ragione, poiché come lei mi insegna, nei trattati di psicanalisi si dice che quando il paziente non si sottopone volontariamente alla terapia, si consiglia di non insistere.
Non importa se lei non viene a mettere i proiettili nel caricatore, posso farlo io stesso; e per coprire la mia avanzata non si preoccupi perché lo farà la mia anima, e anche se avrò bisogno di un miracolo, visto che l’uomo è autosufficiente, se occorre me lo farò da me.
sabato 23 aprile 2016
TESTIMONIANZA STORICA
martedì 19 aprile 2016
Il soldato formato alla Scuola Universale.
Il soldato formato alla Scuola Universale.
Correva l'anno 1955, come dimostrato dal congedo militare, il mio
grado di studio era la II° elementare, motivo per cui, anche io,
come gli altri miei pari, ero obbligato a frequentare la scuola
serale durante il servizio militare. Ma quando l'ufficiale addetto
chiamava i nomi dei soldati soggetti a tale obbligo, comunicati dal
Ministero Delle Forze Armate, appena pronunciò il cognome “Furnari”,
subito lo depennò, dicendo tra se che sicuramente si erano
sbagliati ad inserirlo nella lista, visto il mio modo di agire.
Precedentemente, il battaglione di cui facevo parte, si spostò con
tradotta militare, da Imperia a Cervignano del Friuli. Scesi dal
treno, dovevamo salire sui camion che ci avrebbero portati in caserma
e a tale scopo l'ufficiale diede l'ordine ai soldati di prendere
posto sui camion e di distribuirsi in numero non superiore a 10 su
ogni mezzo. Io contavo i soldati man mano che salivano, per evitare
che in caso di errore, ci facessero scendere per poi iniziare tutto
d'accapo. Ma malgrado il mio avvertimento, un commilitone salì lo
stesso, pur superando il n° di 10, per non separarsi dal suo amico
che era già sul camion.
Ma alla verifica fatta dall'ufficiale si verificò quello che avevo
temuto e siamo dovuti scendere tutti per poi risalire.
Rimasto a terra, mi avviai in cerca di un camion con meno di 10
soldati, ma arrivato al 50°, ultimo della colonna, visto che sopra
ce n'erano 13, a voce alta gridai verso l'ufficiale, chiedendo dove
sarei dovuto salire visto che nessun camion aveva meno di dieci
soldati.
Alchè mi fu risposto: “sali sull'ultimo”. Trovando l'ordine
alquanto strano chiesi, sempre ad alta voce: perché mi avete fatto
scendere da dove ce n'erano 11, per poi farmi salire dove cene sono
13 ?
Nel piazzale affollatissimo di militari e borghesi il silenzio fu
tombale; tutti aspettavano la punizione che il comandante mi avrebbe
inflitto data la mia risposta non consone ai dettami dell'uso
militare.
Ma nulla di questo si verificò. Il comandante mandò di corsa il suo
autista per prelevarmi col suo mezzo e la storia non ebbe alcun
seguito. Non se ne parlo più del fatto, ma nella memoria di quella
gente rimase impresso quel soldato che non grido “ signor sì ”,
ma fece valere la ragione.
Quale scuola lo abbia formato nessuno lo sa, a parte il soldato
stesso che asserisce di essersi formato alla Scuola Universale.
Iscriviti a:
Post (Atom)


