giovedì 10 maggio 2012

IL PENSIERO DELLA CASTA VA.....


IL PENSIERO DELLA CASTA VA.....
AL PROSSIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.
Non si sono chiesti però che lo stato italiano è travolto dai debiti e il Quirinale è in vendita.
Il Presidente della Repubblica e il suo staff si preparino a trasferirsi ai “Sassi di Matera”, anche lì c'è memoria da ricordare.
salvatore furnari.


giovedì 26 aprile 2012

3° riflessione sui discorsi di BRUCE LIPTON.

Non è il successo che promuove la nostra evoluzione, piuttosto il riunirci in comunità ed imparare a cooperare”.
Nell’attuale situazione psicosomatica dell’umanità mondiale è impossibile riunirci in comunità ed imparare a cooperare. Nemmeno le comunità religiose a tutt'oggi ci sono riusciti.
Siamo sempre nell'illusione o perlomeno nella malafede, probabilmente anche con noi stessi.
Anche se la nuova scienza ha fatto nuove scoperte, che vanno oltre il nostro sapere attuale, soltanto quando l’umanità si plasma di queste scoperte prendendone coscienza e assimilandole il più possibile, potrà fare quel balzo necessario che l’attuale situazione richiede, per un nuovo atteggiamento comunitario.
Diamo tempo al tempo.

http://www.uomodellanuovaera.eu/

martedì 24 aprile 2012

I Gheddafi Italiani.


Siamo andati in Libia ad uccidere Gheddafi, perché rubava il suo popolo
per sé, per i suoi figli , per gli amici e gli amici degli amici.
Non mi sembra però che la politica italiana sia esente da fenomeni simili, anzi , mi pare che noi di Gheddafi non ne abbiamo uno, ma tanti.
Il caso della Lega e di Bossi è l’esempio conosciuto più eclatante, ma è da pensare che in tutti gli altri partiti politici non succeda di meno.
Mi domando cosa aspetta Giorgio Napolitano a concedermi la divisione corazzata più volte da ma invocata? Al resto ci penso io.
Non credo proprio che anche Egli abbia qualcosa da farsi perdonare.
I nodi sono arrivati al pettine e non ci rimane che fare i conti.
Salvatore Furnari
www.ilfornattodivenezia.com

sabato 21 aprile 2012

2° Riflessione all’intervista a Bruce Lipton.

Egli dice: “L'umanità è l’organismo e noi siamo le cellule, ogni essere umano è una cellula nel corpo di un qualcosa di più grande, l'umanità. Il problema che affronta ora l'umanità è che le cellule continuano a lottare tra loro.
Quando le cellule del tuo corpo si combattono, la malattia è detta autoimmune. Se le cellule competono e lottano si chiama autodistruzione.
Lo stesso vale per gli umani: combattersi è autodistruzione, è una malattia autoimmune, è l'umanità che morirà, oppure vivrà se noi correggiamo questa direzione autodistruttiva.
Siamo vicini a prendere una decisione: vogliamo sopravvivere ed evolvere o vogliamo morire? Ora non so che faremo, siamo in mezzo alla battaglia, e saremo vincitori quando realizzeremo che non è il successo che promuove la nostra evoluzione, piuttosto il riunirci in comunità ed imparare a cooperare,
Riflessione (Risposta).
Preg,mo dott BLUCE LIPTON,
A proposito della battaglia cellulare che avviene nell’organismo umano, che porta all’autodistruzione, secondo me, si tratta di una affermazione alquanto fuorviante.
Io credo che la chiave del mistero sia nel campo invisibili, subatomico.
Se il mio corpo è parte dell’universo e anche tutto il resto lo è, la paventata direzione distruttiva dell’umanità prospettata dal dottor Lipton, non dovrebbe che avere il suo campo di correzione che nel mondo subatomico.
Quando io dico che. durante la giornata sento il bisogno di appisolarmi, come un bisogno fisiologico, significa che la natura di cui faccio parte ha bisogno di immergesi nel campo subatomico, luogo della sua origine, ed è qui che viene( all'insaputa del cervello plastico), raggiunto l’equilibrio biochimico del mio essere che si rispecchia poi nel mio comportamento, già descritto in altre occasioni. www.fornarettodivenezia.com .

mercoledì 18 aprile 2012

1° Riflessione all’intervista a Bruce Lipton.

Egli dice: “L'umanità è l’organismo e noi siamo le cellule, ogni essere umano è una cellula nel corpo di un qualcosa di più grande, l'umanità. Il problema che affronta ora l'umanità è che le cellule continuano a lottare tra loro.
Quando le cellule del tuo corpo si combattono, la malattia è detta autoimmune. Se le cellule competono e lottano si chiama autodistruzione.
Lo stesso vale per gli umani: combattersi è autodistruzione, è una malattia autoimmune, è l'umanità che morirà, oppure vivrà se noi correggiamo questa direzione autodistruttiva.
Siamo vicini a prendere una decisione: vogliamo sopravvivere ed evolvere o vogliamo morire? Ora non so che faremo, siamo in mezzo alla battaglia, e saremo vincitori quando realizzeremo che non è il successo che promuove la nostra evoluzione, piuttosto il riunirci in comunità ed imparare a cooperare.

Riflessione (Risposta).

Se le cellule nel nostro corpo continuano a lottare tra di loro, e le malattie ne sono l’esempio, noi abbiamo una guerra interiore. Perciò trasferendo l’esempio alla società, Il riunirci in comunità ed imparare a cooperare (come suggerisce Bruce Lipton, mi pare una ipotesi alquanto irrealizzabile, perché le cellule (cioè le persone) essendo in conflitto tra di loro generano individui non adatti alla collaborazione.
Quindi non basta meditare e guardaci dentro per mettere ordine al nostro interno e trovare la pace con noi stessi. La prima cosa da fare e di mettere in pace le nostre cellule attraverso “l’arte di nutrire la vita”, ossia favorendo nel nostro organismo una buona attività biochimica che provvede a tutte le sue esigenze e mette equilibrio al nostro interiore. E poiché siamo co-creatori con l’universo, il compito è nostro.
Soltanto dopo aver risolto i nostri problemi del corpo, della mente e dell’anima, possiamo pretendere la pace fra gli individui.

Non volendo o non potendo descrivere a parole il percorso che io ho fatto e da intraprendere per dare risposta alla Sua domanda: 

Ora non so che faremo, siamo in mezzo alla battaglia, e saremo vincitori quando realizzeremo che non è il successo che promuove la nostra evoluzione, piuttosto il riunirci in comunità ed imparare a cooperare”, 

suggerisco per comprendere tale cammino, la visione delle prove documentali che dimostrano l’evolversi di uno stato psico-fisico alterato, in uno equilibrato, senza alterazioni nei valori bio-chimici e funzionali.
prima colonna.

martedì 10 aprile 2012

Andreoli non sta al gioco.

Pregiatissimo Professore Andreoli,
Per quando ho potuto capire Lei non sta al gioco in cui avrei voluto coinvolgerla.
E io la capisco e me ne faccio una ragione, poiché come lei mi insegna, nei trattati di psicanalisi si dice che quando il paziente non si sottopone volontariamente alla terapia, si consiglia di non insistere.
Non importa se lei non viene a mettere i proiettili nel caricatore, posso farlo io stesso; e per coprire la mia avanzata non si preoccupi perché lo farà la mia anima, e anche se avrò bisogno di un miracolo, visto che l’uomo è autosufficiente, se occorre  me lo farò da me. 

Salvatore Furnari
furnari34@aruba.it 
 

Montecitorio vendesi per debito pubblico.

Davanti Montecitorio: Prezzi Buoni.