mercoledì 7 marzo 2012

TAV SI , TAV NO.

VAL DI SUSA, TAV SI, TAV NO.

L’idea nasce dai francesi nel 1988. In Francia già da un decennio si viaggiava con treni ad alta velocità, come ho potuto constatare personalmente prendendo il treno Parigi-Lione; anche se non mi sono entusiasmato più di tanto. L’eccessiva velocità snaturava la mia visione del panorama, che avevo considerato sempre importante, anche se non cosa prioritaria, in un viaggio in treno.
L’alta velocità francese ha facilitato la nascita di un pendolarismo nazionale, cosa che non ha niente a che vedere con i colleganti internazionali, ma che permette di andare, operare e ritornare nello stesso giorno e senza tanti disagi, anzi, spesso in modo piacevole.

Oggi, nei viaggi transnazionali, il trasporto passeggeri per ferrovia, nei viaggi lunghi, non è più competitivo rispetto ai collegamenti aerei, sia come costo, si come tempo di percorrenza.
Facendo una breve riflessione, possiamo constatare che attualmente, e ancor di più, sarà in seguito, gli spostamenti umani in treno, hanno la caratteristica di essere prevalentemente di natura turistica.
Per questo è presumibile che la bellezza del paesaggio attraversato dai binari, non è poca cosa: anzi penso che abbia una valenza determinante nella scelta del vettore o dell’itinerario.
Ora proviamo ad immaginare cosa succederebbe fra dieci-quindici anni ad opera finita, nel tragitto del tunnel.
Dalla stazione di Lione, due treni simili partono per recarsi in Italia, uno via tunnel, l’altro per la via panoramica attuale.
Nel primo caso avremmo una riduzione del tempo di percorrenza, nel secondo un tempo più lungo, ma con il godimento del paesaggio.
Ora, considerando che la tipologia del viaggiatore transnazionale ferroviario è sempre più di tipo turistico, io penso che accanto ad una velocità accettabile, il viaggiatore gradirà sicuramente, l’immersione nel paesaggio. Per questo dico che il treno, per un tratto potrà comportarsi in un modo e poi , giunto a Torino, potrà assumere le caratteristi di un treno ad alta velocità.

domenica 26 febbraio 2012

Lettera al Professore Andreoli

Preg.mo professore Vittorino Andreoli,
leggendo il suo libro “ Il denaro in testa”, ho apprezzato molto la chiarezza con cui descrive il comportamento dell’uomo italico e la sua delusione su questo tipo d’uomo, in quanto manipolato da persona che si considera un semidio e vede solo se stesso al centro del mondo.
Ma non pensavo che ciò La irritasse così tanto.
Il personaggio descritto a pagina 8 e seguenti, che lo spaventa tanto, a me non fa nessun effetto. Non mi passa nemmeno per la mente, non perché non comprendo il danno che questo “semidio” sta arrecando al popolo Italico; storia potrebbe finire con due sonori schiaffoni, ma, in questo caso penserei al turbamento del popolo che lo sogna di notte, come Lei scrive, e che subirebbe un trauma psicologico, e così io finirei a fare più danno che altro.
Ma Io mi chiedo: perché a me non mi irrita per niente tutto questo?
Qual'è la differenza fra il mio pensiero di uomo non acculturato e quello del famosissimo professore Andreoli, studioso di psichiatria, stimato da tutti e anche da me?
Al punto 2 del suo libro, pagina 236, Lei dice “L’uomo ha bisogno di non stare solo. Deve trovare qualcuno con cui dividere la sua avventura nel mondo. E’ una difesa dalla paura, che paralizza chi resta solo e lo fa sentire morto quanto è ancora vivo.

Ma proprio questo punto dimostra la differenza tra i due pensieri.
In quanto è l’universo che ha bisogno di non restare solo e ha bisogno di qualcuno che testimonia la sua evoluzione.
Ecco perché l’universo ha creato l’uomo. Esso è a testimoniare, come suo amico e compagno di viaggio. L’uomo non è mai solo perché è amico e compagno dell’universo. L’uno è legato all’altro, perché l’universo senza umanità non ha senso. Se scomparirà l’uno scomparirà anche l’altro.

Desidererei una pur piccola sua risposta a quanto scritto.
Le faccio notare che il mio percorso evolutivo può essere evinto visitando i miei siti  e i miei blog.
Per iniziare le suggerirei di partire da www.uomodellanuovaera.eu

La saluto cordialmente, Salvatore Furnari.

Treviso, li 26/02/2012

martedì 14 febbraio 2012

QUIRINALE VENDESI PER DEBITO PUBBLICO

GIORGIO NAPOLITANO, I NODI SONO ARRIVATI AL PETTINE. ORA AVREI PIACERE DI FARE DUE CONTI ASSIEME A LEI.

Dal corriere della sera del 23 dicembre 2011, apprendo che il professor Monti, Presidente del Consiglio, invita gli italiani a comprare i titoli di stato : “ è essenziale che tutti noi guardiamo con fiducia ai Buoni del Tesoro italiani, e' essenziale che gli italiani sottoscrivano Bot e Btp, che hanno oggi rendimenti elevatissimi: dobbiamo avere fiducia in noi stessi".

Ora io, comune cittadino, penso che Lei, o chi per Lei, da buono italiano e Capo dello Stato, avrà sicuramente sottoscritto titoli di stato. Ha dato in prestito il suo surplus, allo Stato italiano, che poco prima si era indebitato per pagare a Lei (Capo dello stato) il suo stipendio molto generoso. A questo punto faccio presente che la maggioranza dei camuni cittadini non gode di questo surplus di danaro, anzi, a volte non ha il sufficienze per vivere.
Facendo una riflessione, arrivo alla conclusione che per aver prestato dei soldi allo Stato Italiano, lo stesso paga interessi elevatissimi al Capo dello Stato, indebitandosi ulteriormente.

Mi domando: questa spirale dove ci porta? In qualche parte dovrà essere interrotta. Io penso che i detentori dei titoli non dovrebbero essere rimborsati in denaro, ma, come in un fallimento , dovrebbero impossessarsi dei beni patrimoniali dello Stato, (i cosiddetti gioielli dello stato) compreso il Quirinale, di cui gli italiani ne possono fare sicuramente a meno).

domenica 13 novembre 2011

CENTRALE NUCLEARE SI, CENTRALE NUCLEARE NO.

 L'energia dell'atomo ha portato benessere, ma anche distruzione.
Quindi, "nucleare si"  nucleare "no", dipende dalle nostre necessità ,
Se dovessimo vangare la terra con il badile, consumeremmo tanta energia umana che priverebbe il nostro corpo dalla  capacità di  autoripararsi. In questo caso converrebbe correre il rischio; ma se  l'energia nucleare occore per alimentare l'aereo che sposta il PAPA da Roma a Venezia,  non conviene correre il rischio che le centrali nucleari comportano.
Il PAPA puo andare da Roma a Venezia a cavallo di un asinello e all'occhio di DIO si dimostrerebbe umanamente corretto.

IL CARICO DELLA VITA.

Quando c'è armonia tra anima e corpo, insieme si fanno carico delle dificoltà della vita.
Ad esempio, il peso di un dolore si distribuisce tra anima e corpo, e poichè l'estensione dell'anima è molto più vasta di quella del corpo, essa si fa carico di assumere su di sè, una quantità di dolore maggiore, lasciandone al corpo una quantità minima.

IL DISAGIO DELL'ANIMA

In alcune circostanze, l'anima avverte un tale disagio fino a spazientirsi.
L'anima è un'energia armonica che avvolge il corpo fisico e quando circostanze ambientali la contrastano, si spazientisce.
Sta al pensiero trovare, nei limiti del possibile, i mezzi ed il modo per modificare l'ambiente e a mettere l'anima a suo agio.
Durante una cena, per esempio, alcuni discorsi insensati dei commensali, possono turbare l'armonia dell'anima.
Il disagio dell'anima è percepito dal corpo umano, quindi, si alza e dice : scusatemi, devo andare via . Devo prendere il treno.

sabato 12 novembre 2011

VA DOVE TI PORTA L'ANIMA.


Corpo e anima sono connessi.
L'anima si spinge oltre il corpo fisico con dimensioni irregolari; percepisce l'ambiente prima dei sensi fisici e si adopera facendo da filtro alle situazioni turbolente che possono danneggiare il corpo fisico.
Allo stesso modo, come l'anima percepisce il disagio del corpo, questi, percepisce il disagio dell'anima.
Il corpo umano, quando percepisce l'armonia dell'anima, si lascia trasportare da essa.